Per lo chef Valerio Braschi, la cucina non è mai stata tanto una scelta professionale quanto un istinto innato. Cresciuto a Sant'Arcangelo di Romagna, ha trascorso i suoi primi anni nella cucina della nonna, imparando, ben prima di qualsiasi formazione professionale, che la qualità degli ingredienti utilizzati determina il risultato finale. Questo principio lo ha accompagnato dall'Emilia-Romagna a Roma e poi a Milano, e oggi permea ogni aspetto della sua vita, compreso il modo in cui si prende cura dei suoi sette gatti, tra cui Somy e Carla.
Nel 2017, Valerio ha vinto la sesta edizione di MasterChef Italia; un momento che lo ha fatto conoscere a un pubblico vastissimo, ma che lui ha considerato fin dall’inizio come un punto di partenza. Da lì è iniziato un percorso intenzionale e rigoroso, dal ruolo di ambasciatore della cucina italiana a New Delhi, fino all’incarico di executive chef al Ristorante 1978 di Roma, dove la sua cucina ha iniziato a trovare una voce propria.
Oggi, uno dei giovani chef italiani più interessanti e affermati, capace di "leggere" un ingrediente come altri leggono una mappa, comprendendone la provenienza, la qualità e le potenzialità, lavora a Milano, dove il suo ristorante The View, situato in Piazza del Duomo, è stato inserito nella Guida Michelin nel mese di ottobre 2025.
I gatti di Valerio sono una presenza costante nella sua vita al di fuori della cucina. Per uno chef la cui intera vita professionale è costruita attorno alla convinzione che la composizione di un prodotto sia fondamentale, era forse inevitabile che lo stesso principio si riflettesse in ciò che propone loro ogni giorno:
"In cucina, sono sempre alla ricerca di modi per abbinare ingredienti che si sposino bene tra loro: consistenze diverse, sapori diversi, qualcosa che sorprenda ma che risulti armonioso nel piatto. Faccio la stessa cosa per i miei gatti. Ogni giorno mescolo e abbino i prodotti della gamma Nulo, creando combinazioni in grado di soddisfare le loro esigenze nutrizionali individuali.
"Per me, mangiare ogni giorno la stessa cosa sarebbe monotono e limitante dal punto di vista nutrizionale. Non vedo perché dovrebbe essere diverso per un gatto. Con Nulo, so esattamente quello che sto offrendo loro: proteine vere, ingredienti genuini, qualità autentica. Ed è lo stesso criterio che applico in tutto ciò che cucino".

